
I maggiori problemi riguardanti la salute dei guineenses sono dovuti sia a carenze nutrizionali sia a fattori ambientali. Il tasso di mortalità neonatale fino ai quattro anni è molto elevato ed addirittura il 20% delle morti sono attribuibili al tetano. Sotto i 5 anni anni il 40% dei bambini è malnutrito o presenta patologie correlate alla carenza cronica di vitamine ed all’alimentazione.
Le malattie che colpiscono maggiormente la popolazione sono: la malaria (causa il 50% dei decessi), le parassitosi intestinali, la tubercolosi, le gastroenteriti, l’AIDS, la gonorrea e la sifilide. Anche la mortalità, prima o dopo il parto, è molto alta (10%) e le cause più comuni sono: ipossie, il travaglio prolungato con mancanza di assistenza e nel post parto le setticemie.

I pochi ospedali dislocati nel territorio (a Bissau è presente un unico ospedale statale, il “Simao Mendes”) e le scarse strutture sanitarie sono costantemente sovraffollate ma la maggior parte della popolazione non riesce a sostenere i costi dell’ospedalizzazione, in particolare per quanto concerne gli interventi chirurgici.
Fortunatamente esistono esempi di cliniche nate grazie alla cooperazione internazionale, come ad esempio quella di Mansoa (cooperazione francese) ma seppur efficienti restano una goccia nell’oceano.
Anche grazie all’aiuto dei missionari sono nate strutture ospedaliere importanti, come ad esempio la clinica pediatrica Bòr a Bissau.

In Guinea Bissau la medicina tradizionale è ancora diffusa ma purtroppo è lungi dall’aver trovato un modo per integrarsi con la medicina allopatica. In questo modo un antico sapere derivato dalla conoscenza delle piante e delle erbe officinali si perde, e viene confuso da idee preconcette e dall’ignoranza con la “stregoneria” .
Per migliorare lo stato sanitario della nazione le idee non mancano ma i mezzi ed il personale ospedaliero sono limitati e per ora i risultati sono davvero scarsi.
Per combattere la malnutrizione dei bambini, si sono creati dei centri di recupero nutrizionale, dove le mamme imparano a preparare le pappe, a base di latte, riso, zucchero, miele, olio e farina di miglio.

Inoltre si sta sviluppando il concetto di medicina preventiva per educare sanitariamente la popolazione, ma sia da un punto di vista igienico quanto alimentare e di profilassi infettiva il cammino da compiere è ancora lungo.
Con rammarico sottolineo che la mancanza di mezzi per conservare gli alimenti, la diffusione delle parassitosi e delle malattie infettive negli animali e le inadeguate modalità di macellazione degli animali da reddito, sono solo alcuni degli aspetti di un grave problema di sanità veterinaria che va ad aggravare il quadro generale.